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Tumori del fegato e delle vie biliari
Cisti semplici: sono lesioni che non richiedono alcun trattamento se non nei casi eccezionali in cui le dimensioni sono tali da ingenerare sintomi invalidanti o quando dimostrino alcune particolari caratteristiche radiologiche che portano a ritenere che si tratti piuttosto di cisto-adenomi, nel qual caso le indicazioni sono simili a quelle degli adenomi (vedi).
Angiomi: sono tumori benigni del fegato che originano da una malformazione delle cellule dei vasi sanguigni. Essendo benigni non necessitano di per sé di una terapia chirurgica ma tendono a crescere e possono perciò dare origine a sintomi oppure diventare ad elevato rischio di rottura e di sanguinamento. In questi casi l’intervento chirurgico viene preso in considerazione.
Adenomi: sono tumori benigni che insorgono con frequenza maggiore in chi è stato esposto a terapia ormonali estro-progestiniche (contraccettivi orali, anabolizzanti). Le indicazioni chirurgiche non sono frequenti e risiedono nella nozione che, seppur raramente, essi possono andare incontro a degenerazione maligna e nel fatto che questi tumori possono rompersi spontaneamente. Dal punto di vista diagnostico hanno caratteristiche molto simili alle Iperplasie Nodose Focali (vedi), dalle quali devono essere distinti per il diverso trattamento.
Iperplasia Nodosa Focale (inf): è un tumore benigno che origina da una malformazione vascolare con una proliferazione locale di cellule del fegato. Non necessita abitualmente di una terapia chirurgica a meno che non sia fondamentale escludere che si tratti di un adenoma (vedi) anziché di una IFN.
Epatocarcinoma: è un tumore maligno che origina dalle cellule del fegato. In oltre il 90% dei casi insorge sulla base di una concomitante cirrosi epatica. Il suo trattamento è per lo più chirurgico e, in certi casi selezionati, può essere indicato il trapianto del fegato. Accanto alla chirurgia oggi esistono anche chemioterapie locali (chemio-infusioni) e trattamenti che distruggono localmente i noduli tumorali mediante calore o alcool (termoablazione ed alcolizzazione, rispettivamente). Questi trattamenti possono essere associati alla chirurgia e fra loro ottenendo risultati promettenti.
Colangiocarcinoma: è un tumore maligno che origina dalle cellule delle vie biliari e può manifestarsi ostruendole e generando ittero (un colorito giallo della cute) oppure in forma di massa all’interno del fegato. Si tratta di un tumore aggressivo per il quale, quando possibile, la chirurgia è indicata come trattamento di scelta.
tumori secondari delfegato (metastasi): sono i tumori del fegato più frequenti e nella maggior parte dei casi sono delle localizzazioni nel fegato di neoplasie primitive del colon-retto. Per le metastasi che originano da tumori maligni non particolarmente aggressivi (colon-retto, neuro-endocrini) la chirurgia, anche ripetuta o articolata in più interventi successivi, è la terapia di scelta. In particolare buoni risultati possono essere ottenuti con opportune combinazioni di chirurgia, chemio- e radio-terapia.
Tumori primitivi del pancreas
Adenocarcinoma: è un tumore maligno molto aggressivo che origina dalle cellule dei dotti del pancreas. L’asportazione chirurgica è il trattamento di scelta; non di rado, però, questa malattia causa sintomi solo in una fase avanzata del suo sviluppo, quando non può essere rimosso. La chirurgia, anche in questi casi, può comunque essere utile nel consentire ai pazienti una soddisfacente qualità della vita.
Tumori cistici mucinosi: sono tumori del pancreas con un potenziale di degenerazione maligna non trascurabile per i quali l’asportazione chirurgica è consigliata. Anche nelle forme degenerate, francamente maligne la prognosi a distanza è migliore rispetto agli adenocarcinomi.
Tumori cistici sierosi: sono tumori benigni che trovano una indicazione chirurgica qualora diano segno di sé con sintomi che limitano la vita dei pazienti.
Tumori neuro-endocrini: originano dalle cellule del pancreas che producono ormoni (insulina, glucagone e altri), per cui possono dare sintomi estremamente variabili. Questi tumori possono essere maligni ma, anche in questi casi, la sopravvivenza dei paziente è spesso prolungata e i sintomi sono controllabili con opportune terapie mediche; una terapia chirurgica aggressiva è pertanto indicata. |
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